2 luglio 2013

Alla scoperta delle Dolomiti Friulane


Potremmo definirlo il lato selvaggio delle Dolomiti, quella parte che sta tutta in Friuli e che si trova ad essere meno conosciuta rispetto alla parte trentina. Ma l'essere meno noti ha dei vantaggi, ad iniziare dal ridotto affollamento turistico, che permette un approccio più naturale nei confronti di un territorio tutto da scoprire.

Ho valutato in tre giorni, il tempo minimo richiesto per esplorare con la dovuta attenzione questa vasta area dalle differenti sfaccettature. Il tutto con una base in cui pernottare, per gestire al meglio le uscite in moto. I luoghi interessanti sono relativamente vicini tra di loro, e nel mio caso il 'campo base' è stato fissato in Sequals, località centrale rispetto alle attività di esplorazione.


L'uscita autostradale più comoda per iniziare il tour è Sacile, da cui ci si può dirigere rapidamente verso la Sorgente del Gorgazzo, a Polcenigo in Alto Livenza. Una manciata di chilometri separano il casello autostradale da un vero spettacolo della natura. Al centro della sorgente un pozzo profondo ben 30 metri, di cui si intravede l'apertura. 

Sempre in tema di spettacoli della natura, in prossimità di Sequals si trova Vivaro, e Magredi, un ecosistema che viene paragonato alla steppa russa e che non può essere esplorato con veicoli a motore poiché si tratta di zona protetta.









In prossimità di Sequals, merita una visita anche Spilimbergo, con in primo piano la Scuola mosaicisti ed una visita che va organizzata su appuntamento. E con questa tappa, si potrebbe concludere il primo giorno di visita, con rientro alla base in Sequals, paese noto per avere dato i natali al pugile Primo Carnera, come il murale fotografato ricorda in maniera evidente.









Alla sera, dopo avere lasciato la moto ed esservi rinfrescati da una giornata impegnata, lasciatevi tentare dalla cucina locale. La mia scelta si è orientata al Ristorante Belvedere, con le sue 22 camere (una diversa dall'altra), rappresenta la collocazione ideale come campo base. Anche la piscina dell'hotel rappresenta un buon punto di attrazione, dopo una giornata in moto. Il menu propone una scelta consolidata e gradita dai numerosi ospiti. Tra le proposte del ristorante, lasciatevi tentare dalla carne alla brace, una certezza garantita dall'abilità dello chef Stefano Scalco.





Da sfruttare, anche la piscina dell'hotel, per un meritato relax dopo una giornata in moto. Piuttosto affollata di giorno, diventa un'oasi di pace al mattino se hai bisogno di una sferzata d'energia rinfrescate. Oppure a ridosso della cena.






Un aspetto poco noto di questo territorio, è anche la particolare competenza del distretto di Maniago, in tema di coltelleria. E' interessante scoprire che sono ben 90 le aziende della zona, impegnate in questo particolare settore. Altrettanto curioso è sapere che l'acciaio impiegato nella coltelleria, viene anche usato per i freni delle auto. I negozi di Maniago propongono numerosi prodotti in coltelleria, che vanno dall'uso sportivo al casalingo. Ma se volete approfondire l'argomento, consiglio una visita al Museo dell'Arte Fabbrile e delle Coltellerie di Maniago, e un clic a questo link

Da Maniago, è facile dirigersi verso Piancavallo, conosciuta come località sciistica grazie alla sua altitudine di 1.300 metri. La strada da Aviano regala diverse curve divertenti, da affrontare con tranquillità negli ultimi chilometri, vista l'insidia di un limite di velocità  per soli 40 km/h.
Arrivato a Piancavallo, punto direttamente verso la Taverna dell'Urogallo, dove incontro Sergio Babbo esperto sommelier che mi indirizza verso le sue specialità gastronomiche.

I sapori della cucina friulana sono uno dei punti di forza del ristorante, oltre al riuscito abbinamento con un set di vini in grado di esaltare dall'antipasto al dolce. Decido di cedere alla curiosità della 'Urobistecca', una specialità che definirei imperdibile. Si tratta di carne Angus irlandese, appoggiata su una pietra calda dell'Himalaya. Piancavallo si presta anche per un eventuale pernottamento, grazie al 1301 Inn, che si fa apprezzare subito per l'architettura esterna.



Scendendo da Piancavallo, in opposizione alla strada percorsa all'andata, si procede verso il Lago di Barcis. La strada è inizialmente divertente in moto, ma poi occorre procedere con cautela, perché in alcuni tratti si stringe parecchio. A livello del lago, si punta verso destra, per ammirare l'orrido che si trova in prossimità proprio di Barcis.






Qualche minuto di sosta, per godere del paesaggio di questo piccolo centro, e procedere verso Poffabbro, uno più bei Borghi d'Italia. In prossimità, meritano anche una breve sosta i paesini di Fanna e Frisanco. E' possibile raggiungere Poffabbro direttamente dal Barcis, ma la strada è parecchio insidiosa e l'asfalto poco omogeneo. 
A Poffabbro, meglio parcheggiare la moto nel piazzale e godere di una passeggiata per gustare le atmosfere di questo borgo.


Dopo una notte di riposo, pronti per procedere con un'altra serie di escursioni che vedono al centro la visita alle grotte Pradis, in località Clauzetto. Da Sequal sono belle strade di campagna, decisamente rilassanti. La musica cambia non appena si supera l'abitato di Clauzetto, ed inizia una imperdibile salita perso la Località Pradis. Arrivati a ridosso delle grotte, bar e ristorante permettono di rilassarsi prima di visitare le grotte (attenzione agli orari di apertura), eventualmente organizzando l'esplorazione dell'orrido di Pradis con il canyoning. Se scegliete questa attività, l'abilità e la competenza del danese Amrit vi guideranno alla scoperta di questo spettacolo naturale in maniera decisamente dinamica. Davvero suggestivo lo spettacolo, come testimoniato dalle numerose FOTO scattate. Se decidete di rimanere nella zona, potete anche provare l'esperienza dell'ospitalità con il sistema dell'albergo diffuso.





Lasciando Pradis, subito dopo le grotte si attraversa uno spettacolare bosco che invita nuovamente ad una sosta. Non resistete alla tentazione, per poi procedere verso un susseguirsi di paesi con la bella strada che porta a Tramonti di Sopra. Un pezzo che prosegue fino in Carnia, snocciolando Ampezzo, Villasantina e costeggiando Tolmezzo. Forgaria e Pinzano chiudono l'intensa giornata, con una meritata sosta all'hotel Belvedere di Sequals.









Di sera, a soli tre km dall'hotel, consiglio una visita alla tenuta Fernanda Cappello.
Si tratta di uno spazio in cui degustare i vini, che vengono prodotti proprio all'interna della tenuta. Circondati dai vigneti, in un contesto architettonico moderno, lo chef Alex Osvaldella combina i sapori del territorio, che vengono opportunamente amalgamati dalla scelta dei vini della Tenuta.





Anche i piatti proposti rispecchiano una cura fuori dal comune, appagando la vista ancora prima di gustare il piatto con il palato. Tra i vini, una citazione particolare al Traminer, che mostra una decisa armonia con i sapori della cucina proposta.









Con questa sessione culinaria, si chiude una tre giorni che alterna il turismo su due ruote, con la scoperta di un territorio che merita un sicuro ritorno. Ma giusto per non farsi mancare nulla, alla partenza ecco un altro pezzo di strada imperdibile verso il Vajont. Costeggiando nuovamente il Lago di Barcis, la strada verso la diga si presenta come appagante, sia dal punto di vista paesaggistico che motoristico. Se avete una moto enduro con opportuna gommatura, a Cimolais potete anche deviare verso la Val Cimoliana. La strada alterna asfalto e sterrato, portando al Campanile della Val Montanaia, vero simbolo del Parco delle Dolomiti Friulane.




Dove dormire e gustare una buona cucina:
Hotel Ristorante Belvedere - Sequals

Dove mangiare:
Taverna dell'Urogallo - Piancavallo
Tenuta Fernanda Cappello - Sequals


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