22 maggio 2014

Prova Triumph Tiger 800


Da tempo volevo provare questa moto da turismo, con il suo esclusivo motore, la cilindrata giusta per andare lontano senza strafare e un bel look che ancora oggi mantiene la sua freschezza. Vista la stagione e quasi tutti i passi alpini ancora chiusi, mi spiace solo di non averla portata oltre i 2.000 metri, magari su qualche passo elvetico. Mi sono comunque avvicinato alla Svizzera, perché la città sullo sfondo della foto è Locarno, mentre il mio percorso si è snodato sulla parte piemontese che costeggia il lago Maggiore, con stradine tranquille e divertenti che si sono rivelate particolarmente intriganti con questa Triumph.


Se la guardi frontalmente, Tiger 800 ha quei doppi fari che mi ricordano il musetto di un lemure, il simpatico animale del Madagascar. Dal punto di vista pratico, questi fari sono veramente validi di sera, proponendo una buona illuminazione, sempre importante, anche di giorno per essere visti. Il parabrezza si è mostrato perfetto, per offrire protezione durante i trasferimenti autostradali, senza creare fastidiose turbolenze.





Cuore pulsante di questa Tiger è il 3 cilindri di classe DOHC da 95 cavalli, una tradizione che rispecchia la vocazione di Triumph per questo mix di prestazioni e una interessante coppia di 79 Nm. E guidando senti di avere un motore elastico: dove con altre moto avresti già scalato, Tiger 800 tiene e ti costringe a lavorare meno di frizione. Alla fine di una giornata sui tornanti, la differenza si sente e ti fa apprezzare questa intrigante componente del prodotto Triumph.




Il suono che esce dallo scarico, è invece un mix particolare. Mai aggressivo e più vicino ad un 4 cilindri piuttosto che un 2, e produce una sorta di sibilo del motore, quasi una 'firma acustica'.
La copertura di protezione, sembra allontanare anche il calore, che invece arriva dal motore sulle, ma giusto quando sei fermo al semaforo e con clima piuttosto caldo.





Niente da dire sulla sella, che ha una seduta morbida e larga, ideale per i lunghi viaggi. Quella del pilota si può anche regolare di 2,5 cm in altezza, semplicemente alzando la sella e cambiando appoggio. Nella foto invece il vano sottosella del passeggero, con spazio per alcuni accessori, oltre ai classici attrezzi.




Accedere ai vani sottosella è, una volta tanto, facilissimo. Merito della serratura posizionata proprio sopra alla targa, di facile accesso e ben realizzata per poter essere azionata anche con eventuali guanti. In evidenza, anche le generose maniglie per il passeggero, che si prestano per l'appoggio di eventuale bagaglio, posizionabile in differenti modi, con facilità, come si conviene ad una moto nata per il turismo.




I freni sono un altro punto di forza di Tiger 800, con una bella ripartizione tra anteriore e posteriore, che rende equilibrato l'uso combinato. Pinzando davanti, la forza frenante è ben modulabile, mentre dietro riesci a correggere la traiettoria senza particolari scompensi. Il merito va alla progettazione, pensata per soddisfare anche chi va in fuoristrada.
Da segnalare la qualità delle sospensioni, Showa sia per la forcella anteriore che per il mono posteriore, con possibilità di regolazione del precarico.





Alla guida, la strumentazione risulta sempre di facile consultazione, in qualunque condizione di luce. La foto mostra anche quanto sia 'lontana' la seduta rispetto al parabrezza, ma anche al manubrio, che costringe a stare con le braccia piuttosto tese.
Piace il dimensionamento del contagiri, che ti permette di capire a quanto stai girando, anche con uno sguardo veloce mentre sei concentrato sulla strada.









Il display digitale ha una retroilluminazione bianca, che diventa visibile solo al buio. Contiene tante informazioni, tra cui la stima della percorrenza residua con il carburante a disposizione. Il serbatoio tiene comunque 19 litri, una buona capienza per i viaggi. Tra le indicazioni, avrei apprezzato anche quella della temperatura esterna, utile quando si affrontano passi alpini. Sempre gradita invece la visualizzazione della marcia inserita, in particolare con questo motore dalla generosa coppia.




Alla fine della prova, diventa piuttosto chiaro perché Tiger 800 sia piaciuta a tanti già dal suo lancio, rappresentando una valida alternativa alle solite giapponesi o tedesche, con in più l'attrazione del terzo cilindro, l'elemento distintivo più intrigante su questa moto, che mostra di essere costruita con cura, usando materiali fatti per durare e garantire divertimento. Proprio come quello che ho provato alla guida di questa Triumph.




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