1 luglio 2015

Carnia tutta da scoprire


Un territorio che non ti aspetti, tante curve immerse in un paesaggio naturale e ancora selvaggio. Questo è il biglietto da visita che la Carnia riserva alle due ruote, con una ospitalità non ancora contaminata dal turismo di massa, che risveglia la voglia di comunicare, non appena si scende dalla moto.

La Carnia si trova nel cuore del Friuli Venezia Giulia più autentico, ed è proprio facile da raggiungere grazie all'Autostrada Alpe Adria. Il nostro primo passo inizia da Arta Terme, piccolo centro che proprio nelle terme propone uno dei suoi elementi di richiamo. 



Dopo una rapida visita a Piano d'Arta, scopriamo la moderna struttura delle Terme quasi nascoste a ridosso del torrente Blut. La serie concatenata di edifici colpisce, con la sua modernità che rappresenta il lavoro dell'architetto Gino Valle.



Un lavoro ispirato ad un castello rinascimentale, e reinterpretato per assecondare la natura circostante ed il relax che il centro termale fornisce grazie alle proprietà dell'acqua Pudica e dei fanghi curativi. Queste terme sono ideali per una sosta durante il viaggio, oppure anche una visita prima di cena per ritemprarsi dopo una giornata passata in moto.



Immergersi nella calda acqua delle vasche di questo centro, fa parte di una esperienza che si completa attraverso il paesaggio circostante, ben presente attraverso le grandi finestrature che circondano l'intero edificio. A pochi chilometri da questo centro termale, risalendo il torrente But arriviamo a Sutrio, altro piccolo centro che vanta più di un elemento per essere visitato. Ad iniziare dalla cultura del legno che pervade l'intero paese, grazie alle numerose sculture presenti praticamente dappertutto.



La ricettività di questo piccolo borgo, è amplificata dalla prospettiva dell'Albergo Diffuso Soandri, che conta su un consistente numero di appartamenti disponibili per il turismo. 



Dopo una rapida visita al Presepe di Teno, dove abbiamo scattato questa foto, scopriamo anche l'Osteria da Alvise che conferma la sua fama (non solo locale) con l'imminente partecipazione alla kermesse gastronomica di Expo 2015 ad ottobre.




Questo popolare ristorante, è affiancato dalla Enoteca al Marangon, che con la sua vetrata esterna offre una particolare atmosfera.



Completa il quadro di Sutrio, la visita al Caseificio Alto But, che affianca l'attività di produzione e stagionatura alla vendita nello spaccio aziendale. 



Pastorut (una specie di Gorgonzola), Valdolce, Formadi Frant, la caciotta affumicata e la ricotta affumicata sono i 'piatti' forti del Caseificio Alto But. 




Lo spaccio aziendale, consente un equo rifornimento dei propri formaggi preferiti, con possibilità di acquistare anche forme intere per i più golosi di formaggio.



Dopo apprezzato l'aspetto neo-gastronomico della zona, è il momento di apprezzare la strada che porta al Passo di Monte Croce. Asfalto in ordine, belle curve ed un paesaggio che ti toglie attenzione mentre guidi, fanno parte di questa bella esperienza sulla nostra moto.



Un bel itinerario, che ci consente di percorrere (a piedi) diversi sentieri che proprio sul Passo hanno il compito di ripercorrere i tempi della Grande Guerra. Superato il passo, si scende verso l'Austria, con una brevissima visita che può giusto permettere di fare un pieno di carburante a prezzi austriaci. 



Ma il nostro pernottamento ha luogo in Carnia, presso l'emblematico hotel Bellavista specializzato nell'ospitalità per motociclisti. Fa parte dell'esclusivo circuito Motorrad Hotels ed è super attrezzato. Le moto hanno uno spazio dedicato, è possibile lavarle e addirittura lasciare gli abiti bagnati ad asciugare, in caso di pioggia. Una bella base di appoggio, da cui partire quotidianamente per esplorare il territorio ricco di belle strade, compresa la salita al monte Zoncolan, penalizzato solo da un breve tratto di sterrato in vetta.




Da qui possiamo godere degli scorci di Ravascletto, ed approfittare della cucina locale magari assaporando i Cjarsons piatto tipico carico. La notte porta un buon riposo, con il silenzio che caratterizza tutta la Carnia, e la distingue da alternative alpine ben più affollate. Ecco quindi che il nostro itinerario prosegue, all'insegna di questo tema della serenità.




Come sottolinea questa foto da cartolina, scattata a Comeglians, piccolo abitato a pochi chilometri da Ravascletto. La fretta non è di casa da queste parti, e per chi arriva da una grande città si tratta della medicina giusta per allentare la presa.



E troviamo ancora una migliore medicina a Pesariis, in quella che viene definita non a caso la valle del tempo: Val Cesarina. Con i suoi orologi monumentali, ed il piccolo ma sorprendente Museo dell'Orologeria, questo borgo merita una sosta prolungata. 



Una manciata di chilometri ci separa da Ampezzo, dove è possibile visitare il Museo geologico della Carnia, altro tassello per meglio comprendere questo percorso culturale, oltre che turistico. 



Da Ampezzo, prendiamo la strada che porta a Sauris, un tratto da affrontare con attenzione poiché a carreggiata ristretta e con numerose gallerie in cui può avanzare solo una vettura per volta. Con la moto va meglio, ma parecchie curve sono strette e occorre prudenza. Il paesaggio è selvaggio ed ispira a numerose soste, che favoriscono un contatto sempre più diretto con la natura della Carnia.

Un ultimo tunnel ci separa dal lago di Barcis, nuovamente un paesaggio che non ti aspettavi, e che continua a suggestionare con la sua varietà. 



Siamo a Sauris, dove vive una comunità Germanofona vive rispettando le secolari tradizioni, come l'uso delle balconate per far essiccare l'erba ed ottenere il fieno da utilizzare con il bestiame. Qui regnano ordine e pulizia, ed è incantevole passeggiare a piedi tra le decine di case che popolano questo borgo.



Anche la tessitura artigianale ha un ruolo importante, grazie alla bottega d'arte tessile che presenta uno spazio adibito alla produzione ed in cui è possibile acquistare sciarpe e scialli, coperte di lana, tappeti da usare come arazzo e copricuscini. La lavorazione è ancora oggi realizzata con il telaio a mano, come dimostra la nostra foto. 



La scelta dei colori e materiali a base di filati naturali, con disegni che si ispirano alla tradizione locale, rende difficile uscire dalla tessitura senza l'acquisto di uno dei prodotti in esposizione. Magari una sciarpa come quelle della foto, che occupano poco spazio nel nostro bagaglio.

Ma, nuovamente, è l'aspetto gastronomico ad emergere prepotentemente a Sauris, complice la presenza del Prosciuttificio Wolf, azienda che risale al 1862 e che prosegue le tradizioni originali. Sorprende, come una azienda di queste dimensioni possa essere localizzata in un località così difficile da raggiungere per via delle sue strade tortuose.




La nostra degustazione conferma l'eccezionale qualità del prodotto, che si distingue per una leggera affumicatura che fa parte del processo originale di produzione. Il prosciutto crudo è stato riconosciuto con il marchio di Indicazione Geografica Protetta, ma anche lo Speck ha un ruolo di rilievo, grazie alla sua lenta stagionatura.




Lo spaccio aziendale rappresenta una buona opportunità per fare l'ennesimo rifornimento, da consumare al rientro da questo viaggio. Un attrezzato tendone esterno, con posti a sedere, rappresenta anche una buona occasione per il consumo sul posto assolutamente in linea con la filosofia KM Zero.




Gli affettati di Wolf ci hanno fatto venire sete, e la visita successiva si rivela provvidenziale. A poca distanza dal nostro prosciuttificio, ed a 200 km ulteriori di altitudine, troviamo il birrificio Zahre. Il nome riprende l'antica denominazione di Sauris, e la birra viene prodotta attingendo dalla sorgente locale, con un'acqua povera di sali minerali che non viene sottoposta ad alcun procedimento industriale.




Potete riconoscere il birrificio dalla forma di questa sauna, piazzata proprio a bordo strada. Un nuovissimo spazio per la degustazione e l'acquisto diretto, sarà pronto da luglio per ospitare gli amanti di questa birra particolare, già conosciuta tra gli intenditori per le sue qualità senza compromessi.

Dal birrificio, la strada prosegue verso Sella di Razzo, con un passo che merita di essere affrontato senza troppo alcool in circolazione.




Dopo avere degustato birra e salumi, non rimane che cercare un hotel in cui apprezzare nuovamente il contatto con una natura ancora poco sfruttata dall'uomo. e il Riglarhaus è proprio in zona e con le sue camere accoglienti rappresenta la risorsa giusta per godere della suggestione della montagna.

Al Riglarhaus troviamo anche uno spazio coperto e attrezzato proprio per le moto, a conferma dell'attenzione che da queste parti riservano al mototurismo.



Ossobuco con polenta, è stata la nostra scelta per celebrare la rinomata cucina del Riglarhaus, un piatto che ci ha fornito le calorie necessarie per affrontare il trasferimento verso la prossima località. 



A Forni di Sopra ci attende un paese dove imperversano i murales, che raccontano la vita di montagna, con tutti gli elementi che ritroviamo nelle strette vie del centro, da cui partono numerose escursioni verso le antistanti Dolomiti Friulane. 



Ma anche chi rimane in paese può godere della bellezza che troviamo nella zona dei laghetti, popolata da numerose anatre selvatiche che si sono impossessate di un territorio ideale per passeggiare o rilassarsi su una panchina.



Ecco il paesaggio che accompagna la salita verso il Passo Mauria, a conferma della qualità di questo territorio che sembra fatto apposta per la moto. In particolare per chi ama andare senza fretta, esplorando magari una strada piuttosto che l'altra, con la certezza di divertirsi e passare momenti di vacanza che poche altre destinazioni offrono con lo stesso livello di autenticità.

1 commento:

  1. Bella la Carnia. Aggiungo che noi a Forni di Sopra abbiamo bevuto una birra artigianale prelibata e insignita di molti premi a livello europeo (Foglie d'Erba), abbiamo assaggiato la carne affumicata, visitato tante botteghe artigianali e due musei. Per sgranchirci le gambe abbiamo anche noleggiato per una giornata le mountainbike elettriche e ci siamo addentrati nel parco delle Dolomiti e poi in seggiovia (col gancio per le bici), su fino alle malghe. E' stato bellissimo!

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